Umberto Mastroianni (Fontana Liri, 21 settembre 1910 - Marino, 25 febbraio 1998) scultore e partigiano italiano.

Figlio di Vincenzo Mastroianni e della seconda moglie Luigia Maria Vincenza Conte, Umberto era zio dell'attore Marcello Mastroianni: infatti suo padre Vincenzo aveva avuto dalla prima moglie - Concetta Conte, sorella della seconda - un figlio di nome Ottone, futuro padre dell'attore Marcello.

Umberto giunge quattordicenne a Roma nel 1924, dove frequenta, contemporaneamente allo studio dello zio Domenico, l'Accademia di San Marcello. Si trasferisce nel 1926 a Torino nell'atelier dello scultore Michele Guerrisi.

Nel 1930 arriva il primo riconoscimento ufficiale, il Premio del Turismo, offerto dal Ministero della Pubblica Istruzione e, di lì a poco, le prime mostre a livello nazionale ed europeo. Prima personale nel 1931 alla "Galleria Genova" di Genova.

Dal 1933 espone regolarmente alle mostre sindacali nazionali, è invitato a tutte le Quadriennali di Roma, alle Promotrici di Torino e alle Biennali di Venezia. Nel 1935 partecipa per la prima volta alla Quadriennale di Roma, l'anno seguente alla Biennale di Venezia.

Ai primi anni '40 risalgono anche i lavori pittorici su materiali poveri: è il primo scultore astrattista italiano, caposcuola della rivoluzione del novecento ed artista di assoluto rilievo internazionale.

Alcune delle sue opere del primo dopoguerra in juta logora sono conservate alla Galleria d'arte moderna di Roma, alla Tate Gallery di Londra, al Salomon Guggenheim Museum di New York.

L'evoluzione successiva è l'approdo alla stagione informale, (1950-1961) fase del tutto autonoma, altro atto della sua straordinaria personalità creativa.

Opera rappresentativa di questa stagione il Monumento ai Caduti di Cuneo (1964-1969), premiata dall'Accademia dei Lincei con il Premio Feltrinelli del 1973 come la più bella del Novecento.

A Torino riesce a trovare i primi amici e i compagni di avventura a cui resterà legato per tutta la vita: il pittore Luigi Spazzapan, lo scrittore e pittore Guido Seborga, il musicista Massimo Mila, che condividono con lui una certa insofferenza verso l'élite chiusa della città.

Nel 1947 insieme a Luigi Spazzapan, Mattia Moreni, Ettore Sottsass jr, Piero Bargis, Corgnati, Oscar Navarro, Vincenzo Ciaffi, Massimo Mila, Maria Luisa Spaziani, Guido Seborg dà vita al Premio Torino. Il premio, i cui vincitori furono Emilio Vedova, Bruno Cassinari e lo scultore Pericle Fazzini, suscita scalpore in città per quell'unica edizione e lascia un segno di svolta culturale indelebile.

Nella prima metà degli anni cinquanta fa costruire, su progetto dell'amico Enzo Venturelli, la propria casa-atélier di Cavoretto (Torino).

Nel 1945 vince il concorso per il Monumento al Partigiano: l'opera viene successivamente collocata nel Campo della Gloria del cimitero Generale di Torino.

Espone alla Galleria Bussola di Torino nel 1948. Nel 1951, con il sostegno dell'amico mentore Gino Severini, tiene la sua prima personale alla Galerie de France di Parigi e la sua fama diviene internazionale. Il riconoscimento più alto lo consegue alla XXIX Biennale di Venezia del 1958, quando ottiene il Gran Premio Nazionale per la scultura. Nel 1960 tiene un'altra mostra personale a New York alla Kleeman Gallery e nello stesso anno espone al Dallas Museum of Art.

Inizia a collaborare con architetti, tra i quali Carlo Mollino, Ettore Sottsass. Ne 1951 allestisce una personale alla Galérie de France di Parigi. Alla Biennale di Venezia del 1958 riceve il Gran premio internazionale della scultura. Vive in autonomia un fervore creativo e una totale dedizione alla sua opera che in parte lo isola dalle interrelazioni con i suoi contemporanei, tra i quali Agenore Fabbri, Luciano Minguzzi, Leoncillo Leonardi, i più giovani fratelli Giò Pomodoro e Arnaldo Pomodoro. Nel 1961 espone in collettiva alla Bussola di Torino e presenta rilievi plastici alla galleria Pogliani di Roma.

Dal 1962 ai dedica anche all'incisione: tiene la prima mostra di acqueforti a Roma nella litografia Romero. Nel 1963 espone incisioni, bronzetti e oreficerie alla galleria Cavourrina di Torino. Del 1965 l'antologica all'Istituto bancario San Paolo di Torino e l'ampia mostra di grafica alla Galleria Penelope di Roma.

Nel 1964 il Comune di Cuneo gli affida l'esecuzione del Monumento alla Resistenza italiana. Nel 1969 realizza a Cuorgnè (TO) il monumento alla Resistenza canavesana. Nel 1971 la città di Frosinone gli commissiona il Monumento ai Caduti di tutte le guerre, eseguito in acciaio e collocato nel 1977.

Ottiene l'incarico dalla città di Cassino di elaborare un Mausoleo della pace e il Monumento alla Resistenza della città di Urbino del 1980.

Titolare della cattedra di scultura all'Accademia di belle arti di Bologna, ne tiene anche la direzione dal 1961 al 1969; da Torino si trasferisce nel 1970 a Marino, insegnando prima all'Accademia di belle arti di Napoli, quindi in quella di Roma. Nel 1973 l'Accademia dei Lincei gli conferisce il Premio Feltrinelli.

Progetta e realizza il Monumento ai Caduti per la libertà al cimitero di Torino e, nel 1977, il Mausoleo per la pace di Cassino.

Vengono dedicate allo scultore rassegne antologiche alla Galleria d'Arte Moderna di Torino e alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma nel 1974. In quella di Palazzo Ducale a Urbino nel 1977 viene evidenziata per la prima volta organicamente la produzione di rilievi cromatici, disegni, bozzetti in legno e incisioni. Nel 1979-80 segue la mostra a Palazzo dei Diamanti di Ferrara.

Del 1980 è il Monumento di Urbino. Del 1981 è l'ampia antologica fiorentina nella Fortezza del Belvedere.

Nel 1984 espone a Brescia i bozzetti in legno dei monumenti alla Resistenza. Nel 1986 dona allo Stato italiano 26 opere del periodo informale.

Espone ad Aosta le serie complete dei grandi cartoni e degli arazzi. Una rassegna della sua attività scenografica è proposta al Cairo nel 1988. Nello stesso anno realizza Macchina Sacrale, l'ultima scultura monumentale della sua produzione.

Nuova antologica nel 1989 alla Rotonda della Besana e a Tokio gli viene conferito il Premio Imperiale.

Nel 1990, nel castello Ladislao di Arpino, sorge la fondazione Mastroianni.

Una rassegna permanente è allestita allo Hakone Oper Air Museum in Giappone.

Nel 1991 cura l'arredo della sala conferenze del nuovo edificio della corte d'appello a Roma. Nel 1992 realizza la monumentale cancellata in bronzo del Teatro Regio di Torino. Nel 1974 il Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris ripropone tutta l'attività scultorea di Mastroianni. Nel 1977 espone alcune sue opere monumentali a Charleston al "Festival dei due mondi".

Nel 1979 e nel 1980 esegue lavori di scenografia per il Teatro dell'Opera di Roma. Nel 1985 gli viene conferito a Tokyo The 4th Henry Moore Grand Prize Exhibition the Utsukushigahara Open Air-Museum. Lo stesso Museo d'Arte Moderna gli dedica una sala permanente.

Circa dieci anni dopo aver ricevuto la cittadinanza onoraria di Arpino, Mastroianni ottiene nel luglio 1991 anche quella di Chiaravalle.

Nel marzo-aprile 1992 si inaugura ad Alessandria, nella sala d'arte di Palazzo Guasco, un'antologia di ori e d'argenti. Nel dicembre del 1993 gli viene conferito il Premio Michelangelo. Nello stesso anni dona a Fontana Liri, sua città natale, una scultura monumentale in ricordo delle sue radici e in onore di tutti i cittadini del luogo.

Nel 1994 viene inaugurata la cancellata "Odissea Musicale" all'ingresso principale del Teatro Regio di Torino.

Nel 1995 viene progettato e inaugurato nella città di Cumiana il bassorilievo in bronzo a ricordo dei caduti nella Resistenza. Nello stesso anno a Pieve di Cento, in onore a Guglielmo Marconi, viene inaugurata la scultura monumentale Elettra e, presso il Palazzo dell'Arte in occasione della Triennale di Milano, espone nei giardini tre sculture monumentali.

Nella notte del 25 febbraio 1998, all'età di ottantotto anni, Mastroianni muore nella sua casa-museo di Marino, presso i Giardini Colonna. Viene sepolto nel cimitero di Carmagnola (Torino).

Le opere di Umberto Mastroianni si trovano in oltre 280 musei tra i più prestigiosi del mondo.

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