Francesco Messina (Linguaglossa, 15 dicembre 1900 - Milano, 13 settembre 1995) scultore italiano.

Nasce in provincia di Catania in una famiglia molto povera. Cresciuto a Genova dove ha studiato e vissuto fino all'età di trentadue anni, si trasferisce poi a Milano. È considerato dalla critica tra i più grandi scultori figurativi del Novecento italiano, insieme a Giacomo Manzù, Arturo Martini, Marino Marini, Felice Mina. È l'autore di alcuni dei maggiori monumenti del Novecento italiano. Le sue opere figurano nei più prestigiosi musei del mondo: Berna, Zurigo, Göteborg, Oslo, Monaco di Baviera, Parigi, Barcellona, Berlino, San Paolo del Brasile, Buenos Aires, Venezia, Mosca, San Pietroburgo, Vienna, Washington, Tokio.

Dal 1922 inizia ad esporre le sue opere alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia e tra il 1926 e il 1929 partecipa alle esposizioni del gruppo artistico Il Novecento Italiano a Milano. Nel 1932 si trasferisce a Milano, dove ottiene nel 1934 la cattedra di scultura presso l'Accademia Brera di cui divenne, dopo soli due anni, il direttore.

Negli anni trenta partecipa a molte importanti mostre collettive d'arte italiana a Barcellona, Berlino, Berna, Göteborg, Monaco di Baviera, Oslo, Parigi, San Paolo del Brasile, Zurigo.

Nel 1934 esegue Giobbe, scultura in bronzo, oggi nella Raccolta di Arte Contemporanea del Duomo di Ravello. Nel 1935 esegue il grande monumento a Cristoforo Colombo nella città di Chiavari. Nel 1936 è nominato direttore dell'Accademia di Brera, carica che manterrà fino al 1944.

Nel 1937 esegue per la città di Pavia il monumento equestre, detto del “Regisole”. Nello stesso anno realizza il Ritratto di Salvatore Quasimodo, busto in bronzo.

Nel 1938 Giorgio de Chirico a Roma e Salvatore Quasimodo a Torino presentano due sue mostre personali. Nel 1942 vince il Premio di Scultura alla XXIII Biennale Internazionale d'arte di Venezia. Nel 1943 è nominato Accademico d'Italia.

Sempre nel 1947 partecipa all'esposizione di scultura e grafica a Buenos Aires nella Galleria Muller riscuotendo notevole successo. Nel 1949 espone alla 3rd Sculpture International di Filadelfia assieme a Marino Marini e Picasso.

Nel 1963 esegue il grande monumento a Pio XII per la Basilica di San Pietro in Roma e il busto di Pietro Mascagni per il Teatro alla Scala. Nello stesso anno a Firenze gli viene conferito il Premio Michelangelo per la scultura.

Nel 1968 esegue il monumento a Pio XI per il Duomo di Milano.

Nei primi anni settanta gli viene assegnata la Sala Borgia della Galleria vaticana Paolo VI, dedicata all'arte sacra contemporanea, come sede di un'esposizione permanente di venti opere di soggetto sacro.

Nel 1974 viene aperto a Milano il Civico museo-studio Francesco Messina nell'antica chiesa sconsacrata di San Sisto al Carrobbio. In quello che sarà fino alla sua morte lo studio ufficiale dell'artista, espone permanentemente gessi, terrecotte policrome, bronzi, cere, litografie, pastelli, acquarelli, disegni a matita.

Tra le opere più celebri dello scultore siciliano c'è il "Cavallo morente" all'ingresso della sede principale della Rai a Roma. L'opera in bronzo misura 4,60 metri di altezza e 5,50 di lunghezza, pesa 25 quintali. L'opera fu commissionata nel 1964 dall'allora Direttore Generale Bernardi e fu realizzata in due anni.

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