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Curiosita d'Arte PDF Stampa E-mail
Alla fine del 2005 “Merda d’Artista numero 57”, di Piero Manzoni, (Soncino 1933 - Milano 1963) era stata venduta a 110.000 euro.
La stessa “opera”, la numero 18, è stata battuta ad una asta a Milano a metà 2007, per 124.000 euro.
La scatoletta, prodotta nel 1961, era appartenuta al belga Jeff Vereheyen. Inizialmente era valutata in oro quanto il suo peso, circa 30 grammi.
Il mercante d’arte fiorentino Fabrizio Moretti, il 19 aprile 2007 si è aggiudicato per 2.512.600 euro, due tavole di Fra Angelico, detto Beato Angelico (1395-1455), battendo anche il Ministero per i Beni Culturali.
La vendita, tenuta presso Duke & Son di Dorchester, ha stabilito una cifra record per un’asta fuori Londra.
Le due tempere su tavola di cm 39,37x12,7, raffigurano san Vincenzo Ferrer e un altro Santo domenicano e facevano parte del polittico noto come Pala di San Marco, smembrata con l’arrivo di Napoleone.
Sono ben 14,7 milioni di euro, che un anonimo collezionista ha dovuto sborsare nel 2006, per vincere l’ultima folle asta di prezzi pregiati cinesi.
Questo esemplare del periodo Qianlong, appartenuto alla erede Woolworth Barbara Hutton, è il pezzo più costoso di una collezione mai venduto in Asia. Si tratta di un vaso bianco, finemente lavorato che porta il marchio regale dell’imperatore Quianlong (1736 - 1795) sulla base. E’ decorato squisitamente con un albicocco in fiore, un salice e una coppia di rondini primaverili.
Viene considerato uno dei grandi capolavori di porcellana del periodo Qianlong.
Lo scorso anno, dall’Inghilterra giunse notizia di una tela (foto) venduta alcuni anni fa a sole 150 sterline e che oggi avrebbe raggiunto il valore record di oltre 5 milioni della stessa valuta. L’attuale proprietario l’acquistò nel 1974 per pochi pounds da una casa del villaggio di Great Glen (Leicestershire), non sapendo di aver fatto il miglior investimento della sua vita
Non capita spesso di rinvenire un capolavoro di cui si sono perse la tracce. Specie se è trascorso un lungo lasso di tempo dall’ultimo avvistamento. Per fortuna, però, i miracoli succedono anche in campo artistico, consegnando vecchi tesori all’umanità.
Come nel caso di un quadro di Jean-Antoine Watteau (1684-1721), scomparso dal 1850 circa, che è stato ritrovato nella primavera del 2007 in una magione britannica. Si tratta di un olio su tavola di cm 36x28 intitolato “La sorpresa” (foto), che da Christie’s di Londra a luglio del 2008 è stato aggiudicato per 13.868.800 di euro, contro una stima massima di 6,4 milioni di euro.
Un anonimo collezionista americano ha sborsato 461.000 euro per la tela “8 sopra” del 1960, partorita dal genio creativo di Mimmo Rotella (Catanzaro 1918 – Milano 2006).
Si tratta di un nuovo record per l’artista italiano, che mai aveva raggiunto simili quotazioni. L’aggiudicazione e’ avvenuta a Milano, durante un’asta di arte contemporanea curata da Christie’s nel giugno del 2007.
"Artemide e il cervo", una scultura in bronzo raffigurante la dea della caccia e realizzata nel tardo periodo ellenico, è passata di mano a New York i primi di giugno 2007, per 28,6 milioni di dollari. Secondo la portavoce di Sotheby's è il più alto prezzo mai pagato in un'asta per una scultura di qualsiasi epoca.
Il capolavoro, intitolato “Artemide e il cervo”, è stato ceduto dalla galleria d’arte Albright Knox, con l’obiettivo di reperire risorse per acquistare opere creative moderne e contemporanee.
Quanto guadagnava un pittore di chiara fama tra XV e XVI secolo?
Per avere un’idea, quanto meno approssimativa, possiamo prendere in esame il compenso ricevuto da Filippino Lippi (1457-1504) per il famoso quadro della “Visione di San Bernardo” del 1486 (foto): 240 fiorini.
Se è vero che non tutti i pittori arrivavano a tali guadagni, Sandro Botticelli (Firenze 1445-1510), nel 1491, per l’ “Incoronazione della Vergine” riceverà 100 fiorini, possiamo comunque avere un’idea del valore del denaro nella Firenze rinascimentale, considerando che una casa poteva essere acquistata a un prezzo variabile dai 100 ai 200 fiorini e l’affitto medio annuo era stimato in circa 12 fiorini.
Richard Prince (1949), fotografo e pittore americano professionista, ha reclamato il record di fotografia più costosa venduta ad un’asta.
Suo, infatti, è lo scatto (foto) che, durante un’asta alla fine del 2007 presso Sotheby’s a New York, è stato battuto per circa 2,3 milioni di euro.
“Il bambino con l’arancia” (foto), del grande Vincent Willem van Gogh (1853-1890), è uscita dal caveau svizzero dove era custodita ininterrottamente dal 1916 per essere esposta il 7 marzo alla Fiera Europea di Belle Arti a Maastricht, in Olanda.
L’opera venne dipinta un mese prima del suo suicidio, avvenuto il 29 luglio del 1890 e rappresenta il figlio di due anni di un falegname di Auvers, in Francia.
Nel febbraio 2008, il collezionista newyorchese Philippe Segalot ha acquistato l’opera “Concetto Spaziale/La fine di Dio” del 1963 (foto) di Lucio Fontana (Rosario, Argentina 1899 - Comabbio 1968).
Stimata fra 4 e 6 milioni di sterline, è stata aggiudicata a 10,3 milioni di sterline, oltre 13 milioni di euro. Si stabilisce così il nuovo primato personale dell’artista.
Acquistata per pochi spiccioli in un mercatino d’antiquariato di campagna, nel marzo scorso, ha spuntato un valore di vendita astronomico da Christie’s di New York: 14,37 milioni di dollari. Si tratta del nuovo primato per un’opera di origine giapponese. La statua (foto), realizzata intorno al 1200 da Unkei (1151-1223), è stata comprata da un’azienda asiatica, raffigura un Buddha seduto.
Una pittura aborigena dell’artista australiano Clifford Possum Tjapaltjarri (1932-2002) (foto), battezzata “Warlugulong”, è stata venduta da Sotheby’s ad oltre 2 milioni di dollari nell’estate del 2007.
Si tratta di un nuovo primato per questo genere di produzioni. Con un simile risultato viene scalzata dal trono un’altra opera di indubbio fascino, la “Earth’s Creation” di Emily Kame Kngwarreye (1910-1966), passata di mano per circa un milione di euro.
Il 4 ottobre 2007 è stato recuperata dalla polizia del Regno Unito, una delle 10 opere d’arte più ricercate al mondo, secondo il sito dell’FBI, del valore di oltre 35 milioni di euro.
Si tratta della “Madonna dei Fusi” del 1501(foto) dipinta da Leonardo Da Vinci.
L’opera era stata rubata nel 2003 dal castello di Drumlanrig, proprietà del duca di Buccleuch.
Nell’ottobre del 2007, il collezionista d’arte Simon Sainsbury (1930-1976) ha lasciato in eredità un vero tesoro alla sua Gran Bretagna.
Si tratta di una raccolta di opere dipinte da artisti di straordinaria caratura, come Claude Monet, Paul Gauguin, Francis Bacon e Lucian Freud, del valore complessivo di quasi 150 milioni di euro.
Destinatari del lascito sono la National Gallery e la Tate, il cui direttore Nicholas Serota ha definito la donazione come la più grande in ambito artistico dell’ultimo secolo.
Il record mondiale per una tela di Henri Matisse (1869-1954), “L’odalisque, Harmonie Bleu” del 1937 (foto), è di 33.6 milioni di dollari da Christie’s di New York. L’opera, inizialmente stimata circa 20 milioni, è stata acquistata alla fine del 2007 da un collezionista che ha mantenuto l’anonimato.
Hugh Grant, dopo la fine della sua relazione con Elizabeth Hurley, decise di separarsi anche dall’altra compagna contraddistinta dallo stesso nome.
Si tratta di una tela (foto) dipinta da Andy Warhol (Pittsburgh 1928-New York 1987), che ritrae l'attrice Elizabeth Taylor, vera ossessione del genio della Pop Art, che l’aveva scelta come soggetto di una serie di dodici quadri partoriti “parecchio tempo fa, quando la diva stava così male e tutti dicevano che non sarebbe sopravvissuta”, come ebbe a dire lo stesso artista.
L’opera è stata acquistata, nel novembre dello scorso anno, da un anonimo compratore per la cifra record di 23,7 milioni di dollari.
“Tre personaggi” (foto), opera realizzata nel 1970 da uno dei più noti pittori messicani contemporanei, Rufino Tamayo (Oaxaca 1899-Città del Messico 1991), è stato venduta da Sotheby’s per oltre un milione di dollari.
Singolare storia per questo dipinto, rubato alla fine degli anni “80 e casualmente ritrovato da una certa Elizabeth Gibsonnel 2003 su un marciapiede di New York, prima dell’arrivo del camion della nettezza urbana.
Un’olio su tela del 1913 del pittore futurista Umberto Boccioni (Reggio Calabria 1882 - Sorte 1916) (foto), dal titolo “Studio per footballer” (foto), ha segnato il record personale in un’asta di arte moderna e contemporanea italiana da Christie’s a Milano.
A novembre 2007, un anonimo collezionista si è aggiudicato il quadro per 1.866.950 euro, sovvertendo la stima iniziale di 800 mila euro.
Una scultura ovoidale (foto) di Karl Fabergé (San Pietroburgo 1846-Losanna 1920) datata 1902, la cui esistenza era nota ai soli proprietari, è andata all’incanto il 28 novembre 2007, presso la sede di Londra della casa d’aste Christie’s.
Il prezioso oggetto, denominato “Rothschild Fabergé Egg” dal nome della famiglia committente, ha fatto registrare il nuovo primato di vendita per un gioiello russo. Per assicurarselo, infatti, Alexander Ivanov, direttore del museo Nazionale di Mosca, ha sborsato 12,5 milioni di euro.
Il 25 giugno scorso, la “Danseuse(foto) di Gino Severini (1883-1966), olio su tela completato nel 1915, è stato venduto per circa 19 milioni di euro, un record sia per l’autore sia per un quadro futurista venduto da Christie’s.
Benefits Supervisor Sleeping(foto), opera del 1995 dell’ottantacinquenne pittore inglese di origine tedesca Lucian Freud, è stata aggiudicata per 33,6 milioni di dollari a un'asta di arte contemporanea di Christie's a New York, stabilendo così il nuovo record mondiale per un artista vivente.
trip_edited.jpgFrancis Bacon (1903-1992), con un trittico del 1976 “Triptych(foto), ha battuto tutti i record di prezzi d’asta per un artista del dopoguerra.
il 14 maggio scorso Sotheby’s l’ha aggiudicata per oltre 86 milioni di dollari.
Il dipinto N. 5/1948 (foto), del grande maestro espressionista Paul Jackson Pollock (1912-1956), il 1° novembre del 2006 ha stabilito il record di ogni tempo: 140 milioni di dollari.
È il prezzo più alto mai pagato per un dipinto, superando anche quello stabilito nel giugno dello stesso anno, quando l'erede dei cosmetici Ronald S. Lauder pagò un quadro di Gustave Klimt, «Adele Bloch-Bauer I», 135 milioni di dollari.
The Blue Rigi(foto) di Joseph Mallord William Turner (1775-1851), è l'acquarello più caro del mondo: vale sette milioni e mezzo di euro. E’ una delle opere più importanti dell'arte figurativa inglese. Fa parte di una serie di tre opere, con "The Dark Rigi" e "The Red Rigi" e considerati gli acquerelli migliori mai realizzati da Turner e tra i più belli mai dipinti da qualsiasi autore.
La Gioconda (foto) di Leonardo da Vinci (1452-1519), all'estero più conosciuta come "Monna Lisa", è un quadro dipinto a olio su legno di pioppo dalle dimensioni ridotte: 77 x 53 centimetri. L'opera, non firmata e risalente ai primi anni del 1500, è il ritratto di una giovane donna a mezza figura, seduta in una posizione elevata rispetto allo sfondo. Alle sue spalle il paesaggio è costituito da rocce scoscese, strade, fiumi, vegetazione rada, laghi e un ponte. Leonardo non lo considerò mai un dipinto terminato e non lo consegnò mai al committente. Lo tenne sempre con sé fino alla morte, ad Amboise. Motivo per il quale il quadro rimase in Francia.
08_Monet_lilies.jpgIl dipinto “Le bassin aux nymphéas” (foto) di Claude Oscar Monet (1840-1926), è stato aggiudicato il 24 giugno scorso a Londra per circa 51 milioni di euro, una cifra record per il pittore impressionista. Questo era il quadro più importante di un’asta che comprendeva lavori di artisti come Picasso, Signac, Degas, Matisse, Chagall e molti altri venduti per un totale di 182 milioni di euro.
le_gray.jpgSi intitola "Grande Vague", la Grande Onda (foto), e raffigura un'onda nel Mediterraneo. E' stata scattata nel 1855 da uno dei primi fotografi del mondo, il francese Gustave Le Gray (1820-1882). La fotografia, venduta nell'ottobre del 1999 a un anonimo compratore in un'asta di Sotheby's per l’incredibile somma di 718.404 euro (esclusi i diritti d’asta), è la più costosa al mondo.
Attualmente si calcola che esistano solo nel mondo occidentale, più di un milione di artisti, dei quali circa 200.000 abitano negli Stati Uniti.
Di tutti questi almeno 10.000 sono rappresentati dalle centinaia di gallerie che partecipano alle fiere d’arte contemporanea nel mondo.
Nella maggior parte dei casi non lasceranno tracce di sé nella storia dell’arte. Nella Parigi d’oro, capitale dell’arte del primo Novecento, operavano circa 80.000 artisti provenienti da tutte le parti del mondo. Oggi i libri di storia dell’arte ne celebrano qualche decina...
La selezione degli artisti e la costruzione del loro valore, segue criteri complessi.
In arte vige la legge del tutto o niente.
Probabilmente il libro a stampa in assoluto più caro mai venduto è il famoso “First Folio” (foto) dei drammi di Shakespeare (Londra, 1623), venduto da Sotheby’s al libraio londinese Simon Finch per 5,2 milioni di dollari.
5 maggio 2004. Una data storica per il mercato dell’arte. Oltre 100 giornalisti affollano la sala d’asta di Sotheby’s a New York in attesa che venga battuto il lotto numero 7 del catalogo. E’ il “Garçon à la pipe” (foto), Ragazzo con la pipa, del leggendario Pablo Picasso (1881-1973) che ritrae un furfantello ben noto nel quartiere di Parigi dove abitava l’artista.
In sala la contesa iniziò serrata, a colpi soprattutto di telefono, e si concluse con l’aggiudicazione alla stratosferica cifra di 104,2 milioni di dollari. Per molti anni è stato il dipinto più costoso al mondo.
Nell’autunno del 2004 Damien Hirst (1965), artista inglese capofila dei cosiddetti Young British Artists, ha affidato la vendita all’asta di Sotheby’s degli arredi del suo ristorante Pharmacy (foto), aperto nel 1998 a Notting Hill, dando luogo a una vendita senza precedenti: un evento che ha celebrato l’artista più di una mostra personale in un museo. Durante la seduta in asta fecero scalpore le cifre realizzate da alcuni pezzi venduti: una coppia di bicchieri fu aggiudicata a circa 7000 euro, le mensole del ristorante a 13.000, un armadietto per medicinali che decorava la vetrina per 1,82 milioni di euro.
La più antica incisione su metallo sembra essere la "Flagellazione" dell'anonimo tedesco Maestro dell'Anno 1446, mentre la prima incisione italiana datata sembra essere una "Risurrezione" di anonimo del 1461, conservata al British Museum.
Il Kunstmuseum (foto) di Basilea ospitò la prima collezione di pittori svizzeri moderni, cioè dell’'800: Hodler, Anker, Calame, Segantini e soprattutto Arnold Böcklin, grande ammiratore di Holbein e di cui il museo possiede la più vasta collezione di dipinti.
Uno dei più antichi sistemi di stampa del mondo è quello cosiddetto xilografico. La matrice è costituita da una tavoletta di legno su cui viene inciso a mano, col bulino, una immagine, delle lettere o altro.

A Vienna l'Albertina (foto) possiede la più grande collezione mondiale di stampe e disegni europei dal 15° al 20° secolo. Più di un milione di stampe ed oltre 60.000 disegni.
Fino al 1600 i libri erano considerati oggetti di lusso. Uscivano dalla tipografia soltanto con una leggera copertina, poi venivano personalizzati direttamente dalle famiglie che li acquistavano, con stemmi araldici, fregi delle casate, incisioni in cuoio con lamine d’oro ed altro. Particolari che oggi, durante le aste di Sotheby’s e Christie’s, fanno alzare le quotazioni di migliaia di euro.
L'Ashmolean Museum (foto) di Oxford possiede una delle più belle collezioni al mondo di disegni dei Grandi Maestri.
Alcune incisioni di scuola tedesca si fanno risalire alla fine del XIV secolo, ma la più antica stampa, datata 1418, sembra essere quella custodita a Bruxelles: rappresenta la “Madonna con quattro Santi” ed è stata ottenuta da una matrice in metallo sebbene incisa a rilievo con tecnica xilografica.
Una xilografia, databile con certezza, è un santino del 1423 che raffigura “San Cristoforo(foto) di Lord Spencer. E’ conservata alla John Rylands Library di Manchester. A questa si può affiancare la cosiddetta “Madonna del Fuoco”, conservata nel Duomo di Forlì e databile intorno al 1420. Altre due incisioni, “Andata al Calvario” e il “Riposo durante la Fuga in Egitto” dell’Albertina di Vienna, ambedue circa del 1400, non sono certamente databili.
Nello stabilire il prezzo di un quadro si tiene conto del valore commerciale raggiunto da un pittore che dipende, in primo luogo, dall'ambito territoriale in cui egli è conosciuto (locale, provinciale, regionale, interregionale, nazionale, internazionale).
Stabilito il livello di appartenenza territoriale, il mercato attribuisce ai dipinti su tela eseguiti ad olio o acrilico, la più alta valutazione. Nella stima finanziaria, dopo i dipinti, seguono le opere su carta: i disegni a tempera, a china o matita, il pastello e l'acquarello.
Le dimensioni di un'opera sono essenziali per definirne la valutazione, per cui, a parità di tecnica e d'autore, più grande è il quadro maggiore sarà il suo costo, sebbene spesso le dimensioni eccessive ne diminuiscano il valore per difficoltà di trasporto e collocazione.
Naturalmente queste sono da considerarsi regole generali soggette ad una serie altrettanto nutrita di variabili.
Nel XVII e XVIII secolo, l’editoria legata alla produzione di libri, spesso con immagini incise, era legata a intere famiglie e dinastie. Nel centro Italia, a Roma, la più attiva è stata sicuramente la famiglia De Rossi che ha prodotto lavori ininterrottamente dal 1603 al 1738.
Le prime introvabili edizioni della Divina Commedia di Dante, del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes e delle opere di Shakespeare sono valutate oltre un milione di euro l’una.
L’incisione ad Acquatinta (foto), fu inventata in Francia nel 1768 da Jean Baptiste Le Prince (1734-1781).
Questa particolare tecnica prevede una lunga elaborazione e permette di imitare in stampa la pennellata e la trasparenza tipica della pittura ad acquarello.
La prima Cartiera di cui si ha notizia in Italia, è impiantata in Liguria nel 1235.
Quella di Fabriano, forse la più conosciuta, è del 1276, un anno dopo quella di Bologna.
Il puzzle più grande del mondo è legato all’Arte pura.
Per promuovere la loro presidenza di turno dell’Unione Europea nel 2007, i tedeschi hanno fatto a pezzi una gigantesca riproduzione del “Ritratto di giovane donna veneziana(foto) di Albrecht Dürer, e lo hanno spedito a Roma.
I dieci dipinti più cari del mondo

1. $140 milioni No. 5, 1948 di Jackson Pollock (2006)
2. $137.5 milioni Woman III di Willem de Kooning (2006)
3. $135 milioni Adele Bloch-Bauer I di Gustav Klimt (2006)
4. $104,2 milioni Ragazzo con la pipa di Pablo Picasso (2004)
5. $95.2 milioni Dora Maar con il gatto di Pablo Picasso (2006)
6. $82.5 milioni Ritratto del Dr. Gachet di Vincent van Gogh (1990)
7. $78.1 milioni Au Moulin de la Galette di Pierre-Auguste Renoir (1990)
8. $76.7 milioni Il Massacro degli Innocenti di Paul Rubens (2002)
9. $71.5 milioni Ritratto dell’Artista senza Barba di Vincent van Gogh (1998)
10. $60.5 milioni Rideau, Cruchon et Compotier di Paul Cézanne (1999).
La National Gallery of Canada (foto) ad Ottawa, possiede, oltre ad opere europee e dell'arte americana contemporanea, la più grande collezione al mondo di pittura e scultura canadese.
Intorno all’anno 1300, per realizzare un volumetto di pergamena di trecento pagine, occorreva la pelle di dodici pecore.
L’opera d’arte più costosa mai realizzata da essere umano si chiama “For the love of God(foto) di Damien Hirst (1965).
Si tratta di un vero teschio umano, acquistato nel 1965 dallo stesso Hirst.
Sulla sua superficie di platino, sono incastonati 8.601 diamanti puri, per un totale di 1.106,18 carati. Il valore della scultura è di 100 milioni di dollari.
Non è vero che un ottimo investimento in pittura richieda l’esborso di cifre considerevoli.
Tra i più ammirati collezionisti del mondo vanno annoverati i coniugi americani Hebert e Dorothy Vogel (foto), famosi per avere messo insieme una collezione di valore inestimabile grazie solo al loro istinto e ai due stipendi: lui faceva l’impiegato postale, lei la bibliotecaria a Brooklyn!
Il dipinto più lungo del mondo, (foto) realizzato da un unico artista, sarà di oltre 1500 metri, avrà un'altezza di 50 cm e sarà composto da oltre 3000 tele, tutte rigorosamente dipinte a mano. Le tele, numerate e firmate singolarmente, avranno una soluzione di continuità unica, ossia saranno singoli pezzi di un enorme e lunghissimo puzzle.
Durante la stesura del lavoro le varie tele diverranno proprietà di numerose collezioni private e pubbliche, ma, potranno, quando il megalavoro sarà ultimato, essere esposte con la disponibilità dei proprietari. L’Autore della singolare opera è R. R. Junior, quarto dei sette figli del pittore Antonio Romino.
Preventivo di Johann Gutenberg per stampare la prima Bibbia (1450-1456)

Uscite previste
6 torchi a 30 fiorini l'uno: 180
Casse caratteri, forma, stampi: 70
Bibbia manoscritta da copiare: 70
Affitto per 3 anni: 15
Riscaldamento: 125
Acciaio, rame, piombo, stagno e antimonio: 60
Inchiostro: 30
Carta per 150 copie: 300
Pergamena per 25 copie: 150
Salari per 15-20 uomini per 3 anni: 500
Totale: 1500 fiorini


Entrate previste
150 copie in carta a 25 l'una: 3750
25 copie in pergamena a 50 l'una: 1250
Totale 5000 fiorini


Un proficuo investimento nel tempo se si pensa che la Bibbia di cui si parla, è tuttora considerato il libro antico più raro del mondo.
La prima copia della Bibbia in questione è stato venduta nel 1987 ad acquirenti giapponesi per otto miliardi di vecchie lire. C'è chi sostiene che oggi il mercato la valuterebbe circa mille volte tanto.
Davanti a "Jacques le Fataliste"(foto), l'ipnotica tela creata nel 1974 da Frank Stella (1936), artista minimalista statunitense, si rischia di cadere in trance.
Ma per il suo autore un quadro altro non è che una superficie con sopra della vernice colorata. Un'opera pittorica è dunque per Stella un oggetto decorativo, non una creazione in grado di esprimere lo stato d’animo di un artista. Chissà se la pensano così anche i facoltosi appassionati d’arte che, durante un’asta a New York, si sono contesi il quadro, raggiungendo il prezzo finale di circa due milioni di dollari.
Nell'Umanesimo e nel Rinascimento il rinnovato interesse per l'arte classica favorì una produzione ingente di falsificazioni prodotte anche da affermati artisti.
Poteva essere persino un Papa a richiedere di eseguire un falso: Clemente VII ordinò ad Andrea del Sarto (1486-1530) di dipingere una copia fedele del ritratto di Leone X di Raffaello (foto), ingannando in tal modo Federico II Gonzaga, che gli aveva richiesto l'originale. Michelangelo scolpì un falso Cupido dormiente e lo sotterrò: la scultura fu ritrovata e venduta come originale a un cardinale. Un altro artista, Marcantonio Raimondi (1475-1534), fu accusato di falso per aver copiato alcune incisioni delle xilografie di Dürer, firmandole con il monogramma dell'artista tedesco.
E’ difficile dire cosa definisca davvero un’opera d’arte, sicuramente in essa si deve riconoscere il genio artistico e non solo la tecnica.
Inutile citare il motto "non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace".
Ecco dunque che arrivano le opere d’arte davvero brutte, non perché l’autore o gli autori in questione non posseggano capacità nell’uso di pennelli e colori, ma perché si tratta di opere mal riuscite, veri e propri errori-orrori tutti esposti in un museo dedicato, il Moba di Boston (Museum Of Bad Art).
Forse il più grande falsario d’arte del ‘900 è stato Eric Hebborn (foto), nato a Londra nel 1934 e morto a Roma nel 1996 in circostanze poco chiare.
Affermava di aver imbrogliato galleristi, direttori di museo, storici dell'arte, collezionisti di tutto il mondo e che molte delle sue mille opere (tra quadri a olio e, soprattutto, disegni) erano esposte sia in collezioni private che in musei pubblici. British Museum di Londra, Metropolitan Museum di New York, National Gallery di Ottawa: questi sono solo alcuni tra i grandi musei in cui si trovano, secondo Hebborn, i suoi falsi Piranesi, Corot, Turner, Pontormo, Mantegna, Gainsborough, Parmigianino.
I furti d’arte più clamorosi degli ultimi venti anni.

- Zurigo febbraio 2008
: quattro dipinti di Van Gogh, Monet, Degas e Cezanne (foto), per un valore di oltre 110 milioni di euro, vengono trafugati da un museo privato di Zurigo. Seguono la sorte, alcuni giorni prima di due Picasso, valutati circa 3 milioni di euro, rubati da una mostra a Pfaffikon, pochi chilometri da Zurigo.
- Amsterdam, 20 maggio 1988: un Cézanne, un Van Gogh e un Jongkind. Le tele sono recuperate alcuni giorni dopo.
- Rio de Janeiro, 4 maggio 1989: dieci dipinti, tra cui un Dalì e un Matisse.
- Parigi, 1 giugno 1989: un quadro di Georges Braque al Museo Nazionale del centro Georges Pompidou.
- Stoccolma, 8 settembre 1989: sei quadri, tra cui un Pissarro e un Utrillo.
- Boston, 19 marzo 1990: ladri travestiti da poliziotti rubano dodici tele della scuola olandese del XVII secolo e dell'impressionismo, tra cui dipinti di Rembrandt, Degas e Manet, dal Gardner Museeum di Boston. Tra questi il "Concerto", capolavoro di Jan Vermeer, mai più ritrovato.
- Venezia, 23 agosto 1990: "Allegoria dell'età e della morte" del Tiepolo. Sarà restituita venti giorni dopo per posta alla polizia.
- Modena, 23 gennaio 1992: cinque tele di Velazquez, El Greco, Correggio e Del Guardi.
- Amsterdam, 9 ottobre 1994
: dalla Rembrandthuis, la casa-museo del pittore nel centro di Amsterdam, sparisce il dipinto "Uomo con barba".
- Oslo, febbraio 1994: dal Museo nazionale d'arte di Oslo "Il grido" di Edvard Munch, il più famoso quadro norvegese.
- Parigi, 3 maggio 1998: "Le Chemin de Sevres" di Camille Corot è trafugato dal Louvre.
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Il Museo Egiziano, Cairo, possiede la più ricca collezione al mondo di arte dell'antico Egitto, che comprende molti tesori provenienti dalla tomba di Tutankhamon.
La tipografia dell'Università di Oxford è una delle più antiche del mondo. Fondata nel 1478, divenne ben presto famosa, tanto che nel 1632 fu una delle pochissime in Inghilterra a cui venne riconosciuto il diritto di stampare la Bibbia, privilegio che ancor oggi conserva.
Nonostante la sua non lunga vita, il francese Jacques Callot (1592‑1635) eseguì, oltre a numerosi disegni, circa 1.400 incisioni.
Queste opere, per la precisione del tratto e la modulazione della luce esercitarono enorme influsso sull'arte europea dell'intero Seicento.
La prima enciclopedia moderna nella quale i argomenti erano trattati in ordine alfabetico fu la "Biblioteca universale sacro‑profana", opera dell'erudito italiano Vincenzo Maria Coronelli (1650-1718) (foto).
Era prevista la pubblicazione di 45 volumi, ma quelli che videro la luce furono solo 7, fra il 1701 ed il 1709.
Nell'inverno del 1885, a Parigi, Eugène Henri Paul Gauguin (1848-1903) (foto), il grande pittore francese, fu costretto per sopravvivere, a lavorare come attacchino, ossia ad incollare manifesti sui muri delle case.
Tra l'agosto e l'ottobre del 1427 Gentile da Fabriano (1370-1427), a Roma per dipingere un imponente ciclo di affreschi in San Giovanni in Laterano, muore improvvisamente. Non si conoscono le cause della sua morte che, probabilmente, fu dovuta a motivi naturali o a un' improvvisa malattia. Una tradizione, del tutto priva di riferimenti, vuole che il maestro si spense a seguito dell'avvelenamento dovuto alle sostanze che utilizzava per preparare i colori.
Il collezionismo, fiorente durante l'antichità greco-romana, decadde nel medioevo in quanto strettamente legato alla valutazione dell'opera d'arte.
Il valore storico e documentario dell'opera d'arte tornò ad essere ben compreso solo con Petrarca (1304-1374) (foto): grande raccoglitore di monete antiche, in gran parte poi donate all'imperatore Carlo IV di Boemia, l'umanista vedeva nei ritratti degli antichi su di esse effigiati, dei sussidi insostituibili per la ricostruzione delle fattezze dei personaggi del mondo classico e degli incitamenti ad imitarne le virtù.
I dieci musei più visitati del mondo.
Nella graduatoria è volutamente escluso l’Hermitage di San Pietroburgo, che rappresenta la storia della più superba collezione di quadri al mondo.

1. Museo del Louvre di Parigi
2. Musei Vaticani, Città del Vaticano
3. Metropolitan Museum of Art di New York
4. J. Paul Getty Center di Los Angeles
5. Museo d’Orsay di Parigi
6. Galleria degli Uffizi di Firenze
7. Art Institute di Chicago
8. Tate Modern di Londra
9. Museo del Prado di Madrid
10. National Gallery of Art di Washington D.C.
Nelle sale del Museo Nazionale Picasso (foto) di Parigi, si trova la più grande collezione di opere di Pablo Picasso (1881-1973) esistente al mondo.
200 dipinti, 160 sculture e 88 ceramiche e collage, oltre a moltissimi disegni e stampe. Il museo percorre la ricerca artistica di Picasso in ordine cronologico, dal periodo blu al periodo rosa, passando per il cubismo fino all'età matura.
Si può a ragione affermare che vale la pena visitare San Pietroburgo anche solo per ammirare i capolavori esposti al Museo dell’Hermitage (foto).
Oltre tre milioni di opere tra quadri, monete, sculture, pezzi d'arredamento e oggettistica, 374 sale per 50 mila mq di esposizione, 24 km di percorso totale di visita.
E' stato calcolato che se si dedica un solo minuto per ammirare ogni opera esposta, occorre passare ben 11 anni all'interno del Museo.
Basilea la città sul Reno, centro storico di antiquariato e di commercio dell’arte, con le sue gallerie e la sua prestigiosa fiera internazionale, è ormai diventata anche uno dei centri di cultura più importanti in Europa.
Nel 1967 la Fondazione Rudolf Staechelin decide di vendere due dipinti del grande maestro che per anni erano stati “prestati” al Kunstmuseum.
Ma i cittadini, ben intenzionati a non staccarsi dalle due opere d’arte, in una votazione popolare accettano di stanziare i fondi necessari per acquistare i quadri. Alle urne una maggioranza netta di cittadini si esprime infatti in favore dell’acquisto. La Fondazione rinuncia ai 14 milioni che le erano stati proposti e chiede ai basilesi “solo” 9 milioni, poi ridotti a 8,4. Picasso, colpito dalla decisione dei basilesi, regalò alla galleria d’arte ben 4 sue opere.
Il grande pittore ed incisore Hans Holbein il Giovane (1497-1543), che aveva adottato la cittadinanza di Basilea, rappresenta ancora oggi una figura chiave per l’arte del 1500.
Uno dei quadri del geniale artista, esposto al Kunstmuseum, viene considerato come “il dipinto” della città sul Reno. Si tratta del “Cristo morto” (foto) del 1521, una salma allungata su un telo bianco, davanti ad uno sfondo verde scuro. Una morte palpabile nella sua crudezza.
Un Cristo che Fiodor Dostojevski volle vedere da vicino: al museo salì perfino su una scala per ammirare meglio il dipinto, di cui parlerà nell’”Idiota”.
Anche Lenin, decenni più tardi, durante il suo soggiorno a Zurigo, si recò appositamente a Basilea per osservare il quadro.
6.750 tele, 40.000 disegni e 2.000 sculture.
La più grande e importante mostra d'Arte Fiamminga al mondo si è svolta lo scorso anno in Fiandra, grazie al coinvolgimento dei tre musei delle rispettive città di Anversa, Gent e Brugge.
Si sono potute ammirare opere di pittori di fama mondiale datate dal XV al XXI secolo, che hanno segnato la storia dell'arte in questa regione e in gran parte del mondo allora conosciuto.
Il Museum of Modern Art (foto) di New York possiede la più completa collezione al mondo di arte moderna europea ed americana.
La collezione dei cubisti del Kunstmuseum di Basilea è unica al mondo e permette al visitatore di seguire l’evoluzione di questo importante movimento artistico.
Uno dei più famosi pittori del ‘900, Salvador Domingo Jacinto Dalí Domènech (foto), marchese di Pùbol (1904-1989), si dilettava con qualsiasi rappresentazione dell’arte.
Scultore, pittore, cineasta, scrittore e designer, Dalí realizzò in una sola ora, nel 1969, il famoso logo dell'industria dolciaria Chupa Chups.

Il grande Albrecht Dürer (1471-1528) durante la sua vita, oltre a disegni, libri, xilografie ed incisioni, dipinse quasi 200 quadri di cui 86 ad acquarello. Il suo primo quadro noto è, appunto, un acquarello.
Un capolavoro considerato tra le opere più incisive è certamente "Leprotto" del 1502 (foto), conservato all'Albertina di Vienna.

Un particolare impressionante che, purtroppo, in questa immagine difficilmente si riesce a cogliere bene: nell'occhio destro del leprotto si rispecchia la stanza in cui si trova.

La morte di un artista provoca immediatamente l’aumento delle sue quotazioni, ma bisogna sempre tenere presente il numero delle opere realizzate in vita.
Umberto Boccioni (1882-1916), morto a 34 anni, ha prodotto pochissimo, lo stesso dicasi di Scipione al secolo Gino Bonichi (1904-1933) che ha lasciato una settantina di quadri e circa 300 disegni.
Altri hanno dipinto troppo e la vastissima eredità pittorica causa forti squilibri di valore, come per Virgilio Guidi (1891-1984) che ha eseguito circa 11.000 quadri.
Ci sono stati anche artisti che pur lavorando fino a tarda età hanno prodotto poco: Giorgio Morandi (1890-1964) circa 800 oli e Felice Casorati (1883-1963) circa 650.
Ancora una volta Pablo Picasso (1881-1973) costituisce l’eccezione alla regola: è stato forse il più prolifico artista del Novecento avendo lasciato nella sua vita quasi centenaria una produzione sterminata, eppure le sue opere sono mediamente le più costose d’ogni tempo.
Il Testo Sacro della religione musulmana, il Corano, è stato oggetto di una vendita record durante un’asta presso la sede londinese di Christie’s nell'ottobre del 2007: 1,1 milioni di sterline.
Il libro in questione (foto) è ritenuto essere la copia completa del Corano più antica arrivata ai nostri giorni. Risalente al 1203, è scritto in oro con note a margine realizzate in argento.
Il più piccolo formato conosciuto, nei libri antichi, è il 128°.
Opera nota in questo formato è una Divina Commedia chiamata "Dantino" stampata a Padova nel 1878 dai fratelli Salmin. Una pagina è di mm. 56x34.
Ma il libro antico più piccolo del mondo (foto), fu realizzato nel 1897 da Giuseppe Gech (1856-1941) nella stessa tipografia dei Salmin. Si tratta di "Lettera di Galileo a Madama Cristina di Lorena", detto il Galilei, di soli mm. 15x9, stampato con il carattere mobile chiamato "occhio di mosca". 206 pagine per complessivi 24.102 caratteri.
Una delle più celebrate vedute pittoriche di Frascati è un olio su tela di cm. 40x71 (foto), opera di Gaspar Adriaensz Van Wittel (1653-1736), detto il Vanvitelli.
Rappresenta l’attuale piazza Marconi a Frascati, con lo sfondo di Villa Aldobrandini.
Il 16 dicembre 1999 è stato aggiudicato alla Sotheby’s di Londra al prezzo, attualizzato, di 1.139.332 euro. La stima massima della casa d’aste era al di sotto dei 400.000 euro.
Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santisima Trinidàd Martyr Patricio Clito Ruiz y Picasso (foto) (1881-1973) …è il nome completo del grande artista.
Jacopo De' Barbari (1440/50-ca.1515) fu pittore e incisore a bulino attivo a Venezia. E’ conosciuto anche con il soprannome "Maestro del caduceo" in quanto era solito siglare le sue incisioni con un caduceo. Grande amico di A. Durer, nel corso della sua vita realizzò circa trenta incisioni a bulino, ma il suo capolavoro è la straordinaria "Veduta di Venezia" (foto), opera che rappresenta senza dubbio uno dei massimi capolavori della cartografia urbana di tutti i tempi.
A luglio del 2008 la Sotheby’s di Londra, ha aggiudicato per 6.431.000 di euro, il dipinto “Pecho/Oreja” (foto) dello statunitense esponente di spicco del Grafitismo Jean-Michel Basquiat (1960-1988). L’opera è appartenuta per quasi venti anni alla celebre formazione musicale degli U2.
Solitamente le opere multiple di un artista, per quanto affermato, sono sempre più accessibili rispetto alle opere uniche.
Ma ci sono le eccezioni. Il caso più clamoroso, ancora una volta, è rappresentato dall’acquaforte di Pablo Picasso (1881-1973) del 1903 intitolata "Pasto frugale" (foto) e aggiudicata in asta nel 2004 per 1,18 milioni di dollari.
Un record unico e, a detta degli esperti d'arte, insuperabile.
Thomas Tufft (1745-1788), è stato uno degli artigiani/artisti del mobile più stimati di Philadelphia.
Un suo piccolo e delicato tavolo (foto), realizzato nel 1775 per la famiglia Edwards - Harrison, detiene il record mondiale della categoria, essendo stato venduto da Christie’s nel gennaio del 1990 per ben 4,62 milioni di dollari.

Per determinare il formato dei libri non si seguono criteri uniformi. Per questo motivo, non è raro trovare errori di valutazione anche tra esperti bibliofili.
Solitamente si fa riferimento a due tabelle, quella “antica”, per volumi del 1500 e 1600, determinato dal numero di volte in cui è piegato il foglio di stampa e quella “moderna” in base all’altezza in centimetri.

in folio - 1 piega oltre 38 cm. di altezza
in quarto - 2 pieghe da 28 a 38
in ottavo - 4 pieghe da 15 a 25
in sedicesimo - otto pieghe da 10 a 15

in Piano - oltre 50 cm. di altezza
in folio - oltre 38
in 4° - da 28 a 38
in 8° - da 20 a 28
in 16° - da 15 a 20
in 24° - da 10 a 15
in 32° - inferiore a 10

L’asta di Sotheby’s a New York del maggio 2008, ha segnato il nuovo record personale per un dipinto del grande maestro svizzero Alberto Giacometti (1901-1966).
“Portrait de Caroline” (foto) è stato venduto per 14,6 milioni di dollari.
Valutazioni sempre migliori per le opere di Giacometti, nel 2007 aggiudicata la tela “Annette au manteau” per 12,9 milioni di dollari, mentre è di pochi mesi fa la vendita da Christie’s della scultura ”L’homme qui chavire” per 27,5 milioni di dollari.
Le splendide incisioni di Giovan Battista Falda (1643-1678) sulle Fontane del Tuscolano sono state stampate nel 1675 in prima edizione e, successivamente, in almeno altre 3 edizioni conosciute: 1684, 1690/91 e 1694.
Utilizzando i rami originali e la carta, sempre seicentesca, l’unica differenza tra la prima e le successive edizioni è l’aggiunta in basso a destra di una numerazione da 1 a 18 (foto).
Esistono anche tirature ottocentesche, ma sono facilmente distinguibili per la consistenza della carta.
Uno dei primi incisori su metallo italiani è stato l'artista fiorentino Antonio Benci, detto il Pollaiolo (1429-1498).
Pittore, scultore e incisore, iniziò la sua carriera artistica come orafo.
La sola incisione attribuita con certezza al Pollaiolo è "La Battaglia degli Uomini Nudi" (foto), tuttavia è probabile che la sua opera incisoria comprenda altre opere ancora oggi sconosciute.
“Le Pont du chemin de fer à Argenteuil” (foto) del 1873 è considerato il miglior lavoro giovanile di Claude Oscar Monet (1840-1926).
Forse per questo è stata aggiudicato da Christie’s a maggio 2008 per ben 41,1 milioni di dollari, che segnano il nuovo primato di vendita dell’artista.
Il grande statista inglese Winston Spencer Churchill (1874-1965) è stato anche un buon pittore ed è oggi piuttosto ricercato da collezionisti ed amatori.
“Sunset over the Atlas Mountains” (foto) dipinto ad olio del 1935 è solo l’ultima aggiudicazione in ordine di tempo di una sua opera. All’asta Bonhams di New York del 23 aprile 2008, è stato venduto per 350 mila dollari.
Il suo record personale è probabilmente “Chartwell landscape with sheep” venduto a luglio del 2007 da Sotheby’s per la bella cifra di un milione di sterline.
Il nuovo primato mondiale di categoria, appartiene al belga Georges Prosper Remi (1907-1983) in arte Hergè, che in un olio del 1932 (foto) ha rappresentato il personaggio dei fumetti Tintin, da lui stesso creato.
Ad aprile del 2008 la casa d’aste Arcturial è riuscita ad aggiudicarlo per 764 mila euro.

 

 
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